L'Associazione Raffaello corre in Superbike

Nella mia vita, dopo la drammatica perdita del mio adorato Raffi, ho incontrato delle persone speciali, che mi hanno aiutato e mi stanno ancora aiutando per far crescere questa associazione che porta il suo nome.

Non ricordavo nemmeno dove e come ci fossimo conosciuti.

Quando alcuni amici mi hanno

chiesto dove avessi trovato un campione come Alex Polita, ho risposto che era stato un incontro casuale, come ce ne sono tanti. Non è vero. Nulla è dato al

caso (mia modesta opinione), tutto è programmato in un calendario che non ci è dato di conoscere.
Alex, è un  giovane uomo di appena 25 anni, che si fa chiamare “Il Pirata” ed è lo jesino più veloce del mondo, ma ha  un cuore grande grande. La  sua attenzione, oltre ad essere posta sulla  sua splendida carriera di pilota, è indirizzata ai miei bambini, ricoverati nel reparto di oncoematologia, dell'Ospedale Salesi di Ancona.

Il giorno che ha vinto il titolo della Coppa  Fim Superstock 1000, (lo ha fatto con una ducati) indossava un casco che poi non metterà più. Il casco ripropone una versione riveduta ed aggiornata (a cura della IndivisuaL) del logo dell'Associazione Raffaello; e come dice Alex:

per questo c'è un  motivo, solido quanto amorevole, non appena finita la corsa, il casco verrà battuto all'asta su Ebay e l'intero ricavato sarà devoluto in beneficenza all'Associazione Raffaello”.

Che dire? Un pirata che ha vinto il CIV della classe Superbike, oltre ad essere un campione sulla pista di Misano, è anche un campione nella sua vita. Un grande uomo che è riuscito a capire che oltre alle sue vittorie, oltre al suo successo, ci sono altri campionati da vincere, quelli a fianco dei bambini malati di cancro.

 

 

 

GRAZIE ALESSANDRO, da parte di tutti i bambini del Centro di Oncoematologia dell'Ospedale Salesi, perchè anche grazie a te possiamo continuare alcune delle attività già avviate da tempo.

Nazzarena